William Shakespeare - Sogno di una notte di mezz'estateHarry Potter e Shakespeare

Come di certo saprete, J.K.Rowling, prima di essere una grande scrittrice, è stata una grande lettrice. La saga di Harry Potter non si limita soltanto ad una storia di fantasia, ma è una vera e propria enciclopedia, dove storia, mito e letteratura si fondono insieme in un mix ‘magico’. E’ sorprendente quanto numerosi siano i riferimenti letterari,mitologici e storici presenti in Harry Potter e quante storie si nascondino dietro le avventure del nostro maghetto preferito.
Un’autrice orgogliosamente britannica come J.K.Rowling non poteva che trarre spunto anche dal patriarca della letteratura inglese: William Shakespeare.

 

Harry Potter in… Racconto d’Inverno

Ricorderete certamente il momento in cui Hermione, in Harry Potter e la Camera dei Segreti, viene pietrificata dallo sguardo letale (filtrato da uno specchio) del mostruoso Basilisco. Non è una coincidenza a questo personaggio sia toccata una simile sorte. Un’altra Hermione della letteratura è quella del Racconto d’Inverno di William Shakespeare. Hermione è la regina di Sicilia, accusata dal marito Leonte di aver avuto un bambino dal suo amico Polissene, re di Boemia. Hermione viene fatta imprigionare da Leonte e in carcere partorirà sua figlia, Perdita. Per impedire che morisse dal dolore, Hermione fu trasformata per magia in una statua e l’incantesimo viene sciolto solo alla fine dell’opera, con la sua rinconciliazione con il marito Leonte e con il matrimonio di sua figlia Perdita con Florizel, figlio di Polissene.

E’ evidente il riferimento shakespeariano presente ne La Camera dei Segreti. Ad un certo punto della storia Hermione viene pietrificata e solo alla fine del libro, grazie all’estratto di Mandragola, viene riportata in vita.

 

Harry Potter in … Romeo e Giulietta

Da Romeo e Giulietta, la Rowling sembra aver trovato spunto per due elementi presenti in La Camera dei Segreti: la Mandragola e il Basilisco. Celebre è ormai la lezione di Erbologia in cui la professoressa Sprite insegna agli alunni del secondo anno come travasare le Mandragole senza rimanere uccisi. Il canto della Mandragola, la cui radice assomiglia vagamente ad un mostruoso neonato, è letale per chiunque lo ascolti.

Il Basilisco,invece, è il famoso mostro di Serpeverde, rinchiuso per secoli nella leggendaria Camera dei Segreti. E’ un gigantesco serpente che ha il potere di uccidere con lo sguardo. Durante la seconda apertura della Camera dei Segreti (nel 1992), nessuna delle vittime del Basilisco è morta, ma, per fortuite circostanze, i Mezzosangue coinvolti sono stati soltanto pietrificati.

Un primo riferimento al Basilisco in Romeo e Giulietta lo troviamo nel 3° atto. Giulietta interroga la sua nutrice sulla (presunta) morte di Romeo. In realtà, però, ad essere stato ucciso (e proprio da Romeo) è suo cugino Tebaldo.

 “..Romeo che cosa?… Di’, s’è forse ucciso?
Nutrice, dimmi solamente "sì",
e quella sola sillaba, quel "sì"
sarà per me un veleno
più potente del micidiale sguardo
del
basilisco…”

Un riferimento al Basilisco è presente anche in Riccardo III, un’altra celebre opera shakespeariana. Il protagonista, dopo aver ucciso il suo stesso fratello, cerca di insidiare sua cognata, lodandola per i suoi occhi. La vedova però non cede alle lusinghe e ribatte: “Fossero [ i miei occhi ] basilischi, per stenderti morto!”

Per l’uccisione di Tebaldo, Romeo viene esiliato da Verona e Giulietta, disperata e ormai promessa in sposa da suo padre al conte Paride, si reca dal buon frate Lorenzo in cerca d’aiuto. Il frate le propone il suo piano: dice a Giulietta di bere un veleno che la farà cadere in un sonno talmente profondo da farla sembrare morta per quarantadue ore e così, una volta deposta in una bara scoperta nella cripta di famiglia, Romeo la porterà via con sé a Mantova, dove potranno finalmente vivere felici e contenti (cosa, che, come probabilmente saprete, non accadrà mai).
Prima di bere il veleno datole dal frate, Giulietta riflette su ciò che sta facendo e trema all’idea di potersi svegliare prima del tempo nella tetra cripta di famiglia:

 

“…e l’orrido pensiero della morte
e il terrore del luogo - quella cripta,
antico sotterraneo
dove le ossa di tutti i miei avi
per secoli si sono ammonticchiate;
dove Tebaldo, ancora sanguinante,
che poco fa era vivo sulla terra,
s’imputridisce già nel suo sudario…
e dove a una cert’ora della notte,
come dicono, appaiono gli spiriti…
ohi! ohi!… se mi svegliassi prima del tempo,
che potrebbe succedere di me,
in mezzo a quel nauseabondo puzzo
ed a stridii che paiono di
mandragole
quando sono divelte dalla terra,
e che fanno impazzire chi li ascolta?...”

Oltre alla Mandragola, richiamata da Giulietta per accrescere l’atmosfera lugubre e macabra della cripta, in Romeo e Giulietta è presente un altro elemento potteriano: il Distillato della Morte Vivente. Come già detto, infatti, la fanciulla beve questo veleno per fingersi morta in modo da evitare le sue nozze con Paride e poter fuggire via con Romeo.
In Harry Potter e la Pietra Filosofale e in Il Principe Mezzosangue, veniamo a sapere che questo Distillato prevede come ingredienti le radici di valeriana e il Fagiolo Sopoforoso. All’inizio della sua preparazione, la pozione è color ribes nero. Inseguito passa al lilla, fino a raggiungere, dopo essere stata mescolata in senso antiorario, una consistenza limpida e trasparente come l’acqua.
L’uso della valeriana e del Fagiolo Sopoforoso nella preparazione del Distillato non è casuale: la valeriana infatti ha proprietà sedative e calmanti e favorisce il sonno, come anche (si presume) il Fagiolo Sopoforoso (dal latino sopor, “sonno profondo” e fero “portare”).
Come potete notare, tutti i riferimenti che la Rowling ha estrapolato da Romeo e Giulietta, richiamano il tema della morte. Il Basilisco, che uccide con lo sguardo, la Mandragola, con il suo pianto letale e il Distillato della Morte Vivente, che fa cadere chi lo beve in uno stato di morte apparente.

Harry Potter in …Sogno di una notte di mezz’estate

Il fascino e la magia di Harry Potter potrebbe trovare un riscontro anche nella celebre commedia Sogno di una notte di mezz’estate. Una delle protagoniste, Ermia, oltre ha portare un nome molto simile a quello di Hermione, è anch’essa coinvolta in un complicato triangolo amoroso (come quello tra Hermione, Ron e Krum). Il poltergeist Pix, inoltre, ricorda in qualche modo Puck, il dispettoso folletto, servitore del re delle fate Oberon.